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La SeTTiMaNa ArTisTicA [Piero Della Francesca]

Questa settimana, Babel ci fa rispolverare un'autore Rinascimentale.
L'opera che ho scelto di presentarvi è di Piero della Francesca:
"Ritratti di Battista Sforza e di Federico da Montefeltro", 1465 ca.,
Galleria degli Uffizi, Firenze.
Perchè l'ho scelta? Beh, appena ho visto il nome di Piero della Francesca (o "Franpesca", secondo l'EsseLunga!!!) nel blog di Babel ho subito ripensato ad una mia stronzata postata nella Settimana Artistica di Bosch! Se andate sul collegamento fate da soli due più due (che fa cinque, lo sanno tutti).
Conoscete già la mia simpatia per questo strambo Federico da Montefeltro, per la sua storia, eccetera.. Quindi, quello che posso fare è aggiungere un commento: "non ditemi che quello lì che si chiama Battista è un uomo!". Dopo questa stronzata aspetto legnate solenni da Biz!! (Ammetterai Biz se urli "BATTISTAAA!" non ti aspetti certo che si giri tua moglie!)
A parte questo, questi ritratti mi piacciono molto per la vivacità di quel rosso, per i particolari della manica di Battista, per quelle perle che sembrano vere, per quell'acconciatura che almeno una volta vorrei farmi, per quel panorama dietro ai personaggi che fa molto "Gioconda", per quel cielo "da foto", con la sfumatura dell'azzurro verso il bianco (sempre che non sia un effetto dovuto alla scarsa qualità dell'immagine!).

Cosa si staranno dicendo?
Si stavano guardando mentre Piero della Francesca dipingeva?
Lui le avrà fatto notare che senza il suo cappello sembrano alti uguali?
Avranno sospirato guardando quel panorama?
Sono io che sento la primavera che non c'è (perchè non c'è, diciamocelo!!), sono troppo romantica e mi sto facendo viaggi mentali spropositati...

piero delle francesca - dittico montefeltro

<< In questa coppia di ritratti vengono rappresentati il duca di Urbino, Federico da Montefeltro, e sua moglie, Battista Sforza. Sono due ritratti «all’italiana», secondo quella moda, tipicamente quattrocentesca, inaugurata dal Pisanello. Una moda che si opponeva a quella dei fiamminghi che eseguivano i ritratti mettendo il volto a tre quarti.
Questi ritratti sono un tipico esempio di arte rinascimentale. La loro immagine è realistica per la verosimiglianza dei dati fisionomici, ma molto idealizzata nella posa fissa e nello sguardo non rivolto a qualcosa in particolare. Sono la rappresentazione aulica e cerimoniale di due personaggi che vogliono rappresentare se stessi secondo canoni classici, ossia senza tempo. Le due figure si stagliano infatti su uno sfondo paesaggistico che dà ai ritratti una sensazione di incredibile profondità. Anche qui vi è la ricerca di spazialità, intesa non tanto come costruzione di prospettive geometriche, quanto di capacità di guardare in lontananza. Anche perché, in fondo, «prospettiva» significava soprattutto «guardare lontano». In questo caso la lontananza è creata prestando attenzione ai giusti valori atmosferici del cielo e dell’orizzonte, che prendono colorazioni che nel loro schiarirsi ci rendono il senso della lontananza.
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Piero della Francesca, (1420 ca-1492) fu l’artista che, nella seconda metà del XVI secolo, maggiormente contribuì al perfezionamento della prospettiva nel campo della pittura, cercando al contempo le basi matematiche della bellezza. Tutta la sua opera può infatti essere considerata una ricerca delle giuste relazioni matematiche e geometriche per definire sia la corretta rappresentazione spaziale, sia la perfezione delle forme rappresentate. [...]>>
(fonte)

Pubblicato il 24/3/2006 alle 12.55 nella rubrica Artisticamente Parlando.

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