Blog: http://kiki.ilcannocchiale.it

La SeTTiMaNa ArTisTicA [Bacon]

In ritardo, e di questo chiedo scusa a tutti i partecipanti all'iniziativa artistica!
Come ha già detto
lei, è bene fare un sunto -who's who- della situazione:
ideatore:
pensierointero,
primo fan
nefeli,
lo scrupoloso:
serafico
il criticone: biz
la dottissima: babel
la deliziosa: mango
l'erudito caritatevole: ethos
la brillante (grazie nef!): kiki
il vulcanico: alphaville
la new entry: unonessunocentomila
la dark lady: manginobrioches
(sperando che il sofisticato valhalla e la poetica delfi si uniscano presto...)
_____________________________________________
Occhei, dopo aver presentato la truppa, cerco di convincere altre persone a partecipare mostrano l'opera che mi è piaciuta di più (fra quelle che ho trovato) di Francis Bacon:

francis bacon - study for self-portrait

Francis Bacon, Study for Self-Portrait, 1985
(sotto sono riportati i tre pannelli, non affiancati ma in colonna come le operazioni delle elementari!, partendo da quello di sinstra)

Cerco di descrivere questo autore ripescando i miei appunti di Arte del 1^ anno di Università, con la professoressa figlia del pittore Concetto Pozzati (ve ne avevo già parlato quando ero andata alla sua personale, ma mi sono accorta ora, cercando il link, che nessuno aveva cagato pari quel post.. per cui .. vabbè! spero che qualcuno prima o poi lo consideri! ahhahah! posso dire che non ero ancora famosa! ahhahah!!! mi sbellico da sola.. che tempi!).

Francis Bacon è un autore contemporaneo che dipinge soggetti deformati, soprattutto di sesso maschile. La sua pittura figurativa prevede una lavorazione esclusiva sul ritratto e l'autoritratto (ha fatto pochissime nature morte) con un'ulteriore particolarità: non lavora mai con il modello davanti.
Questo espressionismo astratto lo ha portato a riempire il suo studio di tantissime riproduzioni delle emanazioni delle persone (sue e degli altri). Secondo lui il compito del pittore è proprio quello di far uscire dalle persone le loro emanazioni. Si tratta di un tipo di pittura che colpisce il sistema nervoso: è irrazionale, fatta di sensazioni e stati personali di ubriachezza e dolore.
[Un esempio che si può collocare 30anni prima rispetto all'opera che mostro:
negli anni Cinquanta, in Inghilterra si viveva l'omosessualità con forti sensi di colpa. Bacon, da cattolico irlandese, dipinse il suo senso di colpa trasfigurando un suo ritratto in un grido di dolore (lasciandosi in giacca e cravatta!).]
Bacon è molto "carnale" e ha trovato una tecnica per far "venir fuori"  le emozioni dalle persone. Quando (capita spesso di notte) ha urgenza di dipingere e non ha più tele libere, dipinge dietro un vecchio quadro già fatto. Scopre che così il colore ad olio rimane fresco più a lungo e ciò si rivela fondamentale perchè gli permette di rilavorare e riprendere in continuazione in mano i quadri. Infine, dopo aver dipinto, DISTRUGGE con straccio e spugna ruvida quanto appena fatto: usa una spatola per cavare il colore, tirarlo su da terra (non pulisce mai lo studio), mescolarlo ad altri colori e sbatterlo nuovamente sulla tela.
La fase in cui lavora è quindi quella distruttiva: quando il quadro è già finito dà col pennello una passata di un bianco tremendo, che lascia una specie di sindone, ossia un quadro fatto di vari passaggi.

Questi tre pannelli mi danno un senso di instabilità, di sospeso e di insicurezza nel futuro. Non saprei dire cosa gli stesse passando per la testa e forse non è nemmeno quello l'importante. Spero che possiate apprezzarlo un po' di più dopo questa piccola spiegazione. A me è servita.

il pannello di sinistra:
francis bacon-Study for Self-Portrait, 1985- pannello di sinistra
il pannello centrale:
francis bacon-Study for Self-Portrait, 1985 - pannello centrale
il pannello di destra:
franci bacon-Study for Self-Portrait, 1985 - pannello di destra

<<At the major retrospective in Paris in 1996-97 this painting hung in the last gallery of the Center Pompidou, almost as if it were the artist's farewell to the public. There is a simple grandure and a elegiac mood in this most beautyful work. Bacon uses a very smooth brushstroke and has airbrushed some areas of the face, arms, and hands, which when viewd under glass, as he always insisted his work should be, imparts to the whole a soft overall density akin to color field painting.
In each of the panels Bacon repeats, with variations, the familiar ill-at ease cross-legges pose; in the two outside panels, he clasps his knees, in the center one, he achieves an ungainly equilibrium, his hands melting into the canvas. Each panel has its own character and yet each gains by being juxtaposed with the other two. He used passport-sized photographs of himself taken in automatic booths over a period of many years. It was a form of self exploration, yet he hated his face, and in two of the heads in the triptych, he seems content to destroy part of it, while at the same time calling attention to his right cheek by inserting a small red arrow in two of them. This formal device helps to establish a unity.
He told David Sylvester: "I go on painting it [his face] only because I haven't got any other people to do...One of the nicest things that Cocteau said was 'Each day in the mirror I watch death at work'. This is what one does to oneself.'>>
Dennis Farr, Francis Bacon: A Retrospective, 1999

Pubblicato il 13/2/2006 alle 17.31 nella rubrica Artisticamente Parlando.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web