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sono fatta di terra e di pietre di erba di alberi e corsi d’acqua.. sono fatta di corse d’estate di risa e ginocchia sbucciate..
E il cuore ti fa bum [schizzi e schiribizzi]
post pubblicato in SChiZzi e ScHiRibiZzi, il 25 giugno 2009


Il più bello dei mari
[1942 - Nazim Hikmet]

 

Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

 

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

 

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

 

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.


Chi è Nazim Hikmet?

Nazim Hikmet (Nâzim Hikmet Ran) nasce a Salonicco nel 1902 da Hikmet bey, capo dell'ufficio stampa del governo turco e dalla bellissima e molto colta pittrice Aiscé Jelilé.
Il primo contatto di Hikmet con la poesia avvenne grazie al nonno paterno, egli infatti oltre che pascià e governatore di varie province, era anche scrittore e poeta in lingua ottomana, vale a dire in una lingua, come scrive Hikmet stesso, in cui la maggior parte delle parole erano arabe o persiane.
Studiò per un breve periodo nel liceo francese di Galatasaray (Istanbul), poi anche nell'Accademia della Marina militare che però dovette abbandonare per ragioni di salute; scappò in Anatolia, dove si svolgeva la guerra di liberazione guidata dal nazionalista Atatürk (Mustafà Kemal) e qui fece il maestro di scuola a Bolu.
Nel 1921, a soli diciannove anni, lasciò il partito kemalista. Aveva scoperto i testi di Marx e la rivoluzione sovietica dai quali rimase affascinato, decise di emigrare: andò a Mosca e si iscrisse all'Università comunista dei lavoratori d'Oriente alla facoltà di sociologià.
In questo periodo Hikmet conobbe Lenin, incontrò Esenin e Majakovskij continuando sempre a frequentare l'università.
Tornato in patria nel 1924 dovette scappare appena un anno dopo, quando fu arrestato e accusato di collaborare con una rivista di sinistra.
Tornò in Turchia solo nel 1928, senza visto, scrisse articoli, scenari ed altri scritti. Fu condannato alla prigione per il suo ritorno irregolare ma gli fù concessa l’amistia nel 1935. Nel 1938 fu condannato dal governo turco, fortemente anticomunista, a 28 anni e 4 mesi di prigione per le sue attività antinaziste e antifranchiste. Nel 1949 si creò una commissione che si battè per la liberazione di Hikmet, di questa facevano parte, tra gli altri, Pablo Picasso, Paul Robeson, Jean Paul Sartre, un anno dopo venne liberato..
Si sposò con Münevver Andaç, una traduttrice in francese e polacco. A causa delle forti pressioni da parte del governo fu costretto a ritornare in Unione Sovietica. La moglie e il figlio però non poterono seguirlo.
Nel 1959 perde la cittadinanza turca e sceglie di diventare cittadino polacco.
Ha un secondo attacco di cuore, ma nonostante le sue condizioni di salute continua a lavorare duramente, visitando non solo l’Europa dell’Est ma Roma, Parigi, L’Avana (1961), Pechino.
Nazim Hikmet muore a Mosca il 3 giugno 1963 colpito da un infarto.
Nel 2002 a cento anni dalla sua nascita, a seguito anche alla petizione firmata da oltre mezzo milione di cittadini turchi, il governo turco ha deciso di ridare a Nazim Hikmet la cittadinanza turca toltagli nel 1951.


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permalink | inviato da kiki il 25/6/2009 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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