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sono fatta di terra e di pietre di erba di alberi e corsi d’acqua.. sono fatta di corse d’estate di risa e ginocchia sbucciate..
Renato, renato renato... così nanetto così stronzetto... [s.a.s.]
post pubblicato in S.A.S., il 30 novembre 2008


Come lavoro ha sempre fatto il socialista, specialmente nei week-end. Ha pubblicato numerose opere assai conosciute da chi spolvera i libri a casa sua. Ha dichiarato di aver rinunciato al Nobel per l’economia per fare politica. Ha anche rinunciato al Nobel per la chimica per tingersi i capelli, al Nobel per la medicina perché è allergico al fieno, e alla Nobel per la fisica perché considerava Newton un fannullone che passava tutto il suo tempo sotto gli alberi di mele. Ha invece vinto il premio internazionale Rodolfo Valentino. Dice di essere un gran donnaiolo ma non è vero. Le uniche donne che gli si avvicinano con interesse sono le bambine che gridano “mamma, mamma, guarda, c’è un troll”. Da giovane, era un alunno piuttosto fannullone. Ma un evento cambiò la sua vita. Qualcuno gli disse che per essere un vero socialista bisogna commettere qualche piccolo reato. Cercò di prendere la Metro a sbafo scavalcando e beccò un tornello nei coglioni. Per questo ha la voce un po’ flebile e i tornelli sono la sua ossessione. Ha fatto una legge per fare lavorare la gente più tempo senza mai chiedersi se poteva fare qualcosa per farla lavorare meglio. È sicuro che la maggior parte dei fannulloni siano di sinistra. Per questo ha svolto un serissimo studio scientifico. Passa ore e ore alle panchine dei giardini pubblici a contare quante gente legge l’Unità e il Manifesto. Riguardo al premier vanta un’ assoluta indipendenza di idee. Da quando Silvio gli ha detto che leggere libri non serve a nulla, non solo ha rinunciato al premio Nobel, ma anche alla sua lettura preferita, i fumetti di supereroi. Di notte si veste da uomo-calabrone (è troppo rotondo per fare l’uomo-ragno), fa finta di volare appeso a una gru e va a controllare che i fannulloni non dormano troppo, svegliandoli con un ronzio registrato. Passa in dibattiti, interviste, poltrone e salotti televisivi metà del suo tempo. Questo lavoro spossante gli ha fatto meritare il soprannome di “Spot”. Ultimamente Spot Brunetta ha rifiutato anche il Nobel per la matematica perché prende un doppio stipendio ma non sa fare la somma. Essendo quindi ossessivamente impegnato a rifiutare i Nobel, a andare in televisione e a pettinarsi la chioma, non ha potuto occuparsi delle sue cariche politiche: cinquanta per cento di assenteismo al parlamento europeo. È tifoso di calcio ma allo stadio urla sempre “chi è quello fermo tra i pali che non fa un cazzo?”, perciò Berlusconi non lo porta più alle partite.
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L'Ululato di Stefano Benni
http://www.stefanobenni.it/

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