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sono fatta di terra e di pietre di erba di alberi e corsi d’acqua.. sono fatta di corse d’estate di risa e ginocchia sbucciate..
Pulsatilla - La ballata delle prugne secche [just reading]
post pubblicato in Just Reading, il 12 aprile 2007


Ieri sono stata in facoltà per assistere ad una lezione su come compilare la domanda di registrazione alle graduatorie ad esaurimento (maestre di tutto il mondo unitevi: scade il 19 aprile!). In aula1 c'erano così tante persone arrampicate anche sulle finestre che mi è venuto un mal di testa impressionante. Tutti che volevano dire la propria e nessuno che cagasse il sindacalista venuto apposta per spiegarci come fare.
Beh, c'è da dire che è ormai un anno che non frequento più, visto che il quarto anno è finito a giugno scorso, e quindi sono fuori allenamento! E chi se la ricordava la bolgia di gente che arriva lì mezz'ora prima, che fa scccccch e poi chiacchiera con il vicino a voce alta, che fa domande del cazzo su come la sua mini supplenza di un giorno possa essere inserita nella domanda (quando hanno detto più volte che se hai fatto meno di 16 giorni di servizio in un anno scolastico non contano una mazzerella?), ecc, ecc...

Per darvi l'idea di quanto sono corsa fuori a gambe levate appena finita la riunione, eccovi l'elenco di cosa mi sono comperata (metodo autotirantesudimorale):
- due girandole arcobaleno da 99 cent e per 99 cent il paio (promozione!!), già prontamente piantate nei vasetti di viole sul mio davanzale;
- una scatoletta piena di stelline luccicose, da incollare con abbondante colla vinilica sui biglietti dei regali, sempre da 99 cent e per 99 cent;
Incerta sul comperare due pelouches per le Muppets e uno per me, ho lasciato perdere e proseguito il viaggio da Feltrinelli (in realtà era il mio obiettivo primario perchè cercavo libri per la tesi, ma mi sono ritrovata 99cent sulla strada!), dove ho scoperto che il 31/12 mi hanno ranzato via i punti della mia carta più! Stronzi capitalisti! Beh, insomma, oltre ai libri per la tesi, l'occhio mi è caduto su due libri che mi avevano consigliato precedentemente, uno i miei amici di nuoto e l'altro la mia amica
erasmussoniana:
- fate la nanna, di Estivill Eduard; De Béjar Silvia;
- la ballata delle prugne secche, di Pulsatilla.
Mentre aspettavo che si caricasse il computer mi sono letta qualche pezzetto: devo dire che sono rimasta tra l'allibito (può essere che abbia veramente avuto tutte queste disavventure?!) e il piegato (mi sono schiantata dalle risate)! A questo punto devo anche dire che se vi piace Bridget Jones, non dico che Pulsatilla sia parificabile ad Helen Fielding, ma siamo all'incirca lì! Eccovi qualche stralcio:

"Mia madre era incinta. Era l'inizio degli anni Ottanta, l'ecografia una novità assoluta. Il medico le passò la macchinetta sul pancione imbrattato di gel e le mostrò, sul video, il mio pisellino: è un bel maschietto. Mio padre si precipitò alla cabina telefonica per informare tutta la famiglia (era il minore di sei figli, tra cui tre maschi, e rappresentava l'ultima possibilità di perpetuare il cognome, perchè il primo fratello era scapolo e il secondo fratello aveva avuto due femminucce). La notizia che ero un maschio riempì tutti di gioia. Mia madre fu festeggiata come una regina e sommersa di pigiamini azzurri.
Il giorno del parto venne fuori che il pene dell'ecografia altro non era che il cordone ombelicale: il nome Marco fu sostituito all'ultimo minuto con Valeria. Mio padre, ignaro della mia totale mancanza di pisello, fremeva su una panca in attesa di vedermi uscire. Dopo dieci ore di travaglio, l'infermiera finalmente apparve con il fagotto in mano: «E' una femminuccia!». Mio padre scosse la testa, serenamente: «No, guardi, non è mia». «Certo che è sua». «No, le assicuro, io aspetto un maschietto». Ci fu una specie di tira-e-molla: l'infermiera insisteva per mettermi tra le sue braccia, lui mi restituiva caparbio. Alla fine mi prese per le ascelle, vagamente contraddetto, e ci scambiammo un'occhiata al fulmicotone: dopo soli tre minuti, questo tizio mi stava già sul cazzo.
" (pp. 9-10)

"
I miei coetanei parlano uno strano idioma bantu nutrito di tormentoni televisivi e iconografia mediatica, si corrucciano guardando le notizie, campano di battue rimasticate. La mia mente invece ignora bombe, crisi di governo e pinzillacchere di ogni tipo, e galoppa libera e felice. Comunque sono giunta alla conclusione che condurre una vita appagante senza sapere chi è Bombolo e ignorando le malefatte di Silvio è possibile. Però bisogna architettare tutta una serie di stratagemmi supplementari per non dare nell'occhio, altrimenti vieni estromesso dai salotti e trattato come un appestato." (pp. 14-15)
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